Venerdì 11 Aprile ore 22:00 Rassegna della canzone d’autore con gli Acustico Medio Levante
Pubblicato da Admin il 9/4/2008 (3560 letture)
Appuntamento con i cantautori genovesi a La Madeleine. Si esibiranno sul palco il gruppo Acustico Medio Levante che proporranno il loro spettacolo 'Cesare perduto nella pioggia' un’incrocio di musica e poesie di Cesare Pavese con la presenza come ospiti di Paolo Agnello alla voce e Bambi Fossati alla chitarra elettrica.
A 52 anni dalla scomparsa, lo spettacolo propone una lettura particolare di Cesare Pavese. I brani e le poesie scelte non sono fra i più noti e non seguono criteri strettamente temporali. Nulla si è voluto aggiungere alle sue parole: c'è il racconto (che è sempre squarcio di se'), la poesia (che è spesso poesia-racconto) e il tentativo di scoprire anche attraverso la musica il suono delle parole dette ed il loro più segreto significato. Abbiamo cercato di seguire un certo percorso tutto interno alla solitudine, alla parabola umana e poetica di Pavese, sfiorando i temi a lui più cari: - le Langhe e l'infanzia che ritorna - la donna, le donne - la Resistenza, la coerenza letteraria e politica - il carcere, il confino - la morte.... Riguardo agli accostamenti musicali , ed al titolo di De-Gregoriana memoria (era proprio lui il Cesare di Alice e dei gatti), ben poco ci è dato di sapere del rapporto di Pavese con la musica del suo tempo.
Questa è soltanto la musica che noi ci siamo immaginati per lui. Sappiamo però che Pablo de 'il Compagno' è quel tale suo chitarrista che ficcava le dita nella grappa per poter continuare a suonare nelle notti fredde e che Candido, in 'Feria d'Agosto', è colui che con il clarino 'conduce e comanda con gli occhi' le malandate orchestre contadine nei balli sulle aie, al fuoco dei falò. Sappiamo anche che il sovversivo che sputa l'anima dentro al clarino ne 'I fumatori di carta' è nella realtà quel Pinolo Scaglione (Nuto), suonatore contadino, falegname di botti e bigonce, e sua fedele guida virgiliana nell'inferno delle Langhe.
Non sarà dunque proprio un caso se l'ultima sua poesia che ci rimane (11 Aprile 1950), scritta in inglese perché intenda l'ultimo suo sfortunato amore, sia questa:
Ingresso con consumazione. Tel 010/2091068-3489921998
A 52 anni dalla scomparsa, lo spettacolo propone una lettura particolare di Cesare Pavese. I brani e le poesie scelte non sono fra i più noti e non seguono criteri strettamente temporali. Nulla si è voluto aggiungere alle sue parole: c'è il racconto (che è sempre squarcio di se'), la poesia (che è spesso poesia-racconto) e il tentativo di scoprire anche attraverso la musica il suono delle parole dette ed il loro più segreto significato. Abbiamo cercato di seguire un certo percorso tutto interno alla solitudine, alla parabola umana e poetica di Pavese, sfiorando i temi a lui più cari: - le Langhe e l'infanzia che ritorna - la donna, le donne - la Resistenza, la coerenza letteraria e politica - il carcere, il confino - la morte.... Riguardo agli accostamenti musicali , ed al titolo di De-Gregoriana memoria (era proprio lui il Cesare di Alice e dei gatti), ben poco ci è dato di sapere del rapporto di Pavese con la musica del suo tempo.
Questa è soltanto la musica che noi ci siamo immaginati per lui. Sappiamo però che Pablo de 'il Compagno' è quel tale suo chitarrista che ficcava le dita nella grappa per poter continuare a suonare nelle notti fredde e che Candido, in 'Feria d'Agosto', è colui che con il clarino 'conduce e comanda con gli occhi' le malandate orchestre contadine nei balli sulle aie, al fuoco dei falò. Sappiamo anche che il sovversivo che sputa l'anima dentro al clarino ne 'I fumatori di carta' è nella realtà quel Pinolo Scaglione (Nuto), suonatore contadino, falegname di botti e bigonce, e sua fedele guida virgiliana nell'inferno delle Langhe.
Non sarà dunque proprio un caso se l'ultima sua poesia che ci rimane (11 Aprile 1950), scritta in inglese perché intenda l'ultimo suo sfortunato amore, sia questa:
Ingresso con consumazione. Tel 010/2091068-3489921998
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