Firma il nostro Libro degli ospiti Il libro degli ospiti ha 375 messaggi |
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| due parole |
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| Anawim | |
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Un sito, questo, nel quale è facile sentire una strana sensazione, intensa come una nostalgia... Anawim
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| sigarette |
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| matteo505 | |
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che sigarette fumava Faber???
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| da "la dimensione religiosa nelle canzoni di Fabrizio De Andrè" |
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| Anawim | |
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• Il Pescatore «All’ombra dell’ultimo sole / s’era assopito un pescatore», questi è il primo personaggio. Nei versi che seguono, dal quinto all’ottavo nella canzone, viene descritto il secondo personaggio: «Venne alla spiaggia un assassino / due occhi grandi da bambino / due occhi enormi di paura / eran gli specchi di un’avventura». Gli occhi, «specchi» dell’anima ancor prima che «dell’avventura», riflettono smarrimento e assenza di malvagità. Attraverso l’associazione, apparentemente stridente, di «assassino» «bambino» e «paura», ci viene fornita una sorta di carta d’identità del soggetto in questione. Si apre ora un breve dialogo: «E chiese al vecchio dammi il pane / ho poco tempo e troppa fame / e chiese al vecchio dammi il vino / ho sete e sono un assassino». Quest’ ultimo verso associa la confessione al cibo richiesto. «Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno / non si guardò neppure intorno / ma versò il vino e spezzò il pane / per chi diceva ho sete e ho fame». Sono queste le uniche azioni compiute dal vecchio, «versare» e «spezzare», e con esse siamo obbligati a scorgere, in trasparenza, l’evento cui si fa riferimento: Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi» (Lc 22,19-20). Amore ablativo, incondizionato, di chi liberamente dona se stesso a favore di un’umanità ferita a partire d’Adamo. Gesto che spezza la circolarità della storia, per spingerla in avanti, dopo averla nutrita di ben altri elementi essenziali: pane e vino, corpo di Cristo, alimento vivificante. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda (Gv 6,54-55). L’Autore, con il verso in questione, richiama il momento centrale della cena eucaristica. Eternità del gesto e gesto eterno, la frase trascende sé stessa, passato presente e futuro in un unico atto, memoriale eterno. Il vecchio ricorda altri pescatori (cfr. La cattiva strada ), sequela Christi, invitati e inviati a celebrare lo stesso dono; ma potrebbe essere egli stesso figura di Cristo. «Vennero in sella due gendarmi / vennero in sella con le armi / chiesero al vecchio se lì vicino / fosse passato un assassino. / Ma all’ombra dell’ultimo sole / s’era assopito il pescatore…». Gli ultimi versi offrono due possibilità di lettura. 1) il pescatore potrebbe essere stato ucciso, «ma» esprime l’impossibilità di risposta, in tal caso l’offerta di pane e vino, ovverosia l’offerta di sé, ribadirebbe, connettendovisi, un concetto già espresso nella canzone La guerra di Piero: «chi diede la vita ebbe in cambio una croce». Tuttavia la morte del pescatore è serena, in pace, simile al sonno iniziale. 2) La non collaborazione del pescatore (non risponde), più che da un atto di complice omertà, sembra dettata (considerando la riproduzione del contesto eucaristico) dal vincolo del segreto confessionale.
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| Come potete giudicar? |
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| *Fan di Faber | |
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Anno 1966.<br />I Nomadi, secondo un costume piuttosto diffuso all\' epoca,<br />ripropongono agli italiani una rielaborazione di un motivo<br />straniero, intitolandolo \"Come potete giudicar\".<br />Mi è tornato alla mente leggendo le accuse mosse da Lauzi<br />a Fabrizio nella sua autobiografia, laddove, per esempio,<br />il \"piccolo uomo\" si scaglia contro quella che egli ritiene essere<br />l\' apologia di un suicida, cioè \"Preghiera in gennaio\", un brano<br />cui sono particolarmente affezionato per via di un ricordo:<br />quando lo ascoltai per la prima volta, infatti, senza conoscere<br />il retroscena storico che lo ispirò, mi commossi fino alle lacrime...<br />Ancora oggi ritengo si tratti di una pagina letteraria musicata<br />assai più pregevole della \"rumenta\" che si ammassa in<br />\"Creuza de ma\", dozzinale accozzaglia di modi di dire arcaici<br />rispolverati da un Casaccia, un Frisone o qualche altro autorevole<br />dizionario genovese (lo so, la critica musicale è di ben altro avviso,<br />ma personalmente ritengo che a molti critici non guasterebbe una<br />visita dall\' otorino, o dall\' Ottorino, Balduzzi, per la precisione<br />-questa l\' hanno capita in due, uno dei quali sono io, almeno credo!).<br />Sta di fatto che Creuza \"sa di lume\", come dicono gli inglesi<br />con una espressione idiomatica quando intendono rimarcare il<br />carattere artefatto di un\' opera studiata a tavolino, in<br />contrapposizione alla libera espressione impetuosa dei moti<br />dell\' animo, mentre Preghiera sgorga direttamente dal cuore,<br />genuina invocazione laica che sarebbe stata riecheggiata <br />in \"Smisurata preghiera\", del resto.<br />Apologia del suicidio!? Ma per carità!<br />Anche a passarlo ai raggi X, il testo non rivela una sola sillaba<br />di celebrazione dell\' atto in sé, ma piuttosto una solidarietà<br />tutta umana verso colui che, forse più debole, forse più sensibile<br />di tanti \"signori benpensanti\", si è congedato da questo mondo<br />che ne ha fiaccato fino alle ossa la forza vitale, negandogli<br />finanche il diritto ad un sorriso: empatia verso l\' emarginato,<br />dunque, e denuncia contro la società \"bene\"... I temi cari a De<br />André, insomma.<br />Che se poi una mente turbata, ascoltando questa canzone<br />dovesse decidere di emulare il gesto del poveretto, lo farebbe<br />anche più sollecitamente udendo proprio una canzone dello<br />stesso Lauzi, \"E poi morire\".<br />Sentite, dunque, da quale pulpito arriva la predica circa l\' imperativo<br />morale di \"stigmatizzare sempre e comunque il suicidio\" (sono<br />parole di Bruno) !!<br />Appare altresì frutto di una lettura superficiale la critica mossa<br />al Pescatore di fomentare l\' omertà, come giustamente ha rilevato<br />chi ha scritto poco prima di me, dovendosi piuttosto ravvisare<br />nel personaggio deandreiano l\' icona di un\' entità metastorica,<br />se non addirittura metafisica: il pescatore sonnecchia, noncurante<br />degli umani affanni perché non lo toccano, attimi di tempo<br />insulsamente piccoli di fronte all\' eternità. E se mai vale la pena<br />di gettarvi un occhio, non è certo per prestare attenzione<br />a quella che già Dante apostrofò nella Commedia \"insensata<br />cura dei mortali\", ma per dispensare, piuttosto, un momento<br />di calore, di misericordia, di amore.<br />In conclusione di riflessione, però, lasciatemi ricordare con<br />affetto l\' omino tanto grande d\' animo quanto piccolo di statura,<br />la cui opinione, pur non condivisa, rispetto e non sono qui<br />per sottoporre ad impietosa dissezione: in fin dei conti, Lauzi era<br />un genovese (chi di voi sa indicarmene ancora qualcuno, per<br />le vie del centro storico?), e si sa: per noi di Genova, il<br />mugugno è fisiologico, addirittura vitale.<br />Lasciamolo mugugnare, dunque, almeno dalle pagine di un libro,<br />ora che non può più farlo dal vivo:<br />grazie anche a te, Bruno, per i sublimi momenti che hai donato<br />alla musica italiana col tuo talento che, al solito, qui a Genova<br />si sono ricordati troppo tardi di riconoscere.<br />Del resto, anche Fabrizio, rivolgendosi alla città personificata<br />in \"Genova blues\" in un brano cantato con Baccini, ebbe a dirle:<br />\"...tu sei bella, sì, ma da ricordare\" !<br />
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| Secondo Lauzi nel pescatore vi sarebbe odore d\ |
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| Anawim | |
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Ho letto un articolo sul libro postumo di Bruno Lauzi in cui l\'Autore sostiene che De Andè, nel Pescatore, insinui una sorta di equivoca morale a favore dell\'omertà. Mi pare ovvio che ognuno, in buona fede, legge e capisce quel che è in grado di leggere e capire... però, se avesse letto \"La dimensione religiosa nelòle canzoni di Fabrizio De Andrè\",di Ettore Cannas, forse non avrebbe fatto quella discutibile ermeneutica.<br />Ribadisco, splendido sito<br />Anawim
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| Saluti lacustri |
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| fede | |
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...facciamo che nell 'attesa di tornare nei vicoli mando a Daniela e a Genova tutta un forte fortissimo abbraccio all 'essenza di lago?! ...le mie solite nostalgie... A presto.
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| Torna a casa lassie |
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| nessuno | |
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Cia Gianni li' dove sei lo fai ancora il "torna a casa Lassie?"Spero di si cosi' riderai con loro come hai riso con me .Con affetto
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| un saluto |
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| conti | |
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un saluto dalla associazione culturale F.De Andrè - creuza de ma di Ragusa, così lontani fisicamente da Genova ma così vicini col cuore.
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| Non vedo l\ |
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| Giorgia | |
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Non vedo l\'ora di farmi un bel viaggetto a Genova, venire in Via del Campo sarebbe un sogno per me. Non vi rendete conto di quanto la musica dell\'adorato Faber mi abbia aiutata.. In tutti i momenti più bui, bastava una sua canzone per farmi smettere di pensare, e nei momenti più belli, per farmi piangere di gioia. Per me è un idolo, una persona che non dimenticherò MAI. Quando è nata la mia nipotina per farla addormentare mettevo su qualche sua canzone e subito lei cadeva nel mondo dei sogni... e io a mio volta quando ero piccola mi addormentavo stanca sulle note della canzone di Marinella nel mio ristorante. Davvero non vedo l\'ora di venire a visitare la via ed il negozio. Complimenti per il lavoro e GRAZIE! :) Giorgia, 18 anni
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| La voce in-cantate |
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| Anawim | |
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Splendido sito. E' palpabile come il filo invisibile d'affetto, l'amore, che ci lega a Fabrizio De Andrè, spinga ognuno di noi, ognuno come può, a celebrarne la presenza. Tu con il tempio-negozio, io con qualche imprecisa parola (la cui presenza scorgo tra l'elenco dei libri a lui dedicati). Ognuno come può, tutti, com-mossi, in-cantati, dalla sua "umanissima" voce. Un abbraccio EC
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Libro degli ospiti di giannitassio-viadelcampo.it v 2.22
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